Biennale Arte: alcuni artisti rifiutano?

Alcuni artisti invitati alla Biennale da Sgarbi si sono rifiutati di partecipare…

Su giornale on line Artribune del primo giugno si scrive e commenta ” Un interessante episodio di critica della critica (ovvero della curatela) da parte degli artisti stessi”.

Ma è critica pura o l’inizio dello sviluppo di un pensiero? Si tratta di fenomeni isolati accumunati da scelte  motivate da ragioni più o meno diverse, o è la proposta di qualcosa di diverso, di nuovo?

Io credo che l’individualismo abbia conquistato un ruolo di primordine nel mondo dell’arte. Tutti gli artisti tendono a lavorare da soli e vogliono emergere sugli altri. Essere considerati dal critico famoso, dallo storico noto, dal curatore conosciuto, dalla galleria più o meno importante, è certo un traguardo per acquisire visibilità e forse successo, quindi fama e quotazioni significative. Niente di male nel voler emergere, ma la moltiplicazione degli io pone oggi chi osserva e chi valuta il lavoro degli artisti in un posizione difficile. Dietro tante individualità che si esprimono, spesso, ci si domanda, ma a chi si rivolgono e perchè. L’obbiettivo non deve essere solo la conquista della vetrina, nemmeno criticare se la vetrina è troppo grande o troppo piccola, ma domandarsi quale vetrina si vuole. Ovvero quale ruolo oggi va dato al lavoro degli artisti e all’arte nella società. Questa è la domanda. Troppo facile criticare il lavoro di chi sceglie, più difficile aiutare a scegliere, proporre, discutere, valutare, confrontarsi, comunicare. Gli artisti dovrebbero comunicare più tra loro, perchè l’arte è il prodotto non solo dell’individuo, ma della società. Bisogna interrogarci su cosa vogliamo, cosa desideriamo esprimere e dove vogliamo andare, creare aggregazioni, linee di pensiero, proporre progetti. Osare. La cultura non la si subisce, ma la si fa, non è qualcosa di statico, non è un dato: è ciò che siamo in ogni gesto e scelta che facciamo.

Un invito a parlarne a Spazio Tadini centro culturale fondato da Melina Scalise e Francesco Tadini. Cominciamo utilizzando anche solo il web, ma “raccogliamo” le idee, dibattiamo.

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