La forza di gravità: dialogo con l’Uomo- Marco Ulivieri – Spazio Tadini

POSTER DELLA MOSTRA DI MARCO ULIVIERI

Riproduzione su carta di un’opera di Marco Ulivieri realizzate con la tecnica del pendolo con sabbia su tela. Dimensione 40 x 40 cm. Ritiro presso Casa Museo Spazio Tadini Milano o richiesta di spedizione con costi a carico del destinatario.

€5,00

Dal 25 novembre al 24 dicembre 2016 a Spazio Tadini, casa museo in memoria di Emilio Tadini fondata da me e Francesco Tadini, presento una mostra dal tema L’uomo, la Terra, i Pianeti: energie dall’Universo. invito-uomo-terra-pianeti-fcebook

Tra gli artisti Marco Ulivieri. Fece la prima mostra a Spazio Tadini a cura di Miroslava Haiek e torna con il suo straordinario lavoro in una personale di suggestivo potere evocativo.

Le suggestioni le sintetizzo in questa analisi a lui dedicata.

 

“L’uomo e la Terra hanno un legame indissolubile. La Terra è fonte del suo alimento e del suo movimento. E’ il nostro punto di vista principale rispetto all’Universo. Quando vogliamo agire ci mettiamo con “i piedi per Terra”, quando vogliamo ritrovarci siamo invitati a “non perdere la bussola”. La Terra ci trattiene e ci appartiene nel corpo e nella mente.

L’arte di Marco Ulivieri è corpo e mente, è Terra e Uomo. L’artista realizza le sue opere utilizzando la sabbia e la forza di gravità. L’opera è il risultato di un dialogo: è l’esito di una relazione tra il gesto dell’uomo e la risposta della Terra che agisce attraverso la forza di gravità.

Ulivieri mette in un pendolo la sabbia e imprime una forza. La Terra risponde all’invito con un movimento dettato dalla sua latitudine e longitudine che si esaurisce o naturalmente o quando viene nuovamente interrotto dal gesto dell’Uomo. Il risultato sono opere che potrebbero essere definite a due mani: da una parte l’Uomo, dall’altra la Terra. L’essere pensante parla attraverso il movimento e quel movimento viene interpretato e tradotto dalla Terra in un progetto architettonico e matematico di straordinaria armonia e composizione.

Spirali semplici o sovrapposte si scompongono in tessiture, in trame e orditi che ricordano i lavori di ricamo delle donne. Dalla Donna a Madre Terra il legame sembra ancora più evidente: entrambe unite da un linguaggio comune che propone la bellezza in un’armonia matematica ripetitiva e tendenzialmente simmetrica.

L’opera di Marco Ulivieri svela i codici, i segni, le architetture della Terra: le dà voce nel silenzio. Una cerimonia quasi sacra che si consuma tra l’ascolto della sabbia che cade dal pendolo e lo sguardo attento dell’artista che decide la punteggiatura.

Anche un solo granello di sabbia può parlare e l’espressività della sua presenza o della sua assenza viene ancora più accentuata dalla scelta dell’artista di retro illuminare molti dei suoi lavori o anche di realizzarli in versione tridimensionale dandone corpo, spazio e peso. Opere che come l’eco di un suono escono dalla Terra e tornano alla Terra con la fragilità connaturata a tutto ciò che è terreno. Tutto, prima o poi, cade inevitabilmente al centro della Terra, ma di questa pesantezza Marco Ulivieri ne coglie il gioco e ne esalta la leggerezza dimostrandoci come l’Uomo può misurarsi con l’invitabile pensiero della fine.

La Bibbia ricorda all’Uomo che “polvere siamo e polvere ritorneremo”, ma Ulivieri rende straordinaria tutta la vita che esiste tra quei granelli di polvere.

Melina Scalise

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