Facebook e dintorni

Difficile parlare di sè. Il racconto di se stessi, in chiave gentleman, dovrebbe avere un taglio giornalistico, pura cronaca, nessun aggettivo, puri fatti, accadimenti. Ma oggi nemmeno il giornalismo rispetta le regole, si sfora, si aggettiva, si urla, si sgomita e le uniche regole che valgono sono quelle delle S: sangue, sesso, sport e soldi. Ecco cosa fa notizia.

Perchè mai uno qualunque dovrebbe fare notizia? Non per quello che si è, ma certamente per quello che si fa.

Cosa si è: una carta d’identità che documenta, un codice fiscale che argomenta su possessi e averi, un passaporto che racconta di viaggi in terre lontane, ma anche una carta del supermercato che potrebbe relazionare su spese alimentari e gusti, una carta bancomat o una carta di credito che documentano consumi.

Tutti strumenti, tutti accessori, che poi non raccontano praticamente nulla della tua vera vita che, stranamente, si riflette più reale, articolata e aggettivata sul web. Il web è diventato il possessore di un tuo “profilo” che dà accesso ad una panoramica più sfaccettata della tua vita e ciò che sei emerge dalla molteplicità di ciò che fai.

Allora spazio a Facebook, blog e altro perchè il vero essere non è statico, il vero essere sta nel movimento, nell’interazione, nella parola, come nell’azione. Lì puoi essere notizia, oltre a esserlo nei corridoi dell’ufficio, di scuola…., ma le piazze, le vecchie piazze, non ci sono più lì tutti anonimi, senza volto, senza storia e allora largo alla piazza virtuale perchè lì si soddisfa il bisogno del consenso sociale.

E’ qui che sta il successo di Facebook, nell’opportunità che offre ad ognuno di noi di ricucire la molteplicità della nostra vita, tutta la nostra storia, mettere insieme i compagni d’infanzia con i colleghi di lavoro vecchi e nuovi con  amici con i quali condividi gusti e interessi.

Pertanto se volete sapere qualcosa di me non dovete dar altro che condividere qualcosa con me: Facebook?Il blog?Un’opinione?Un sorriso?

Perchè? Perchè tutto quello che siamo è ciò che facciamo, diciamo, pensiamo, comunichiamo.

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