
RASSEGNA STAMPA – Leggo la cronaca di questi giorni di Quaresima, dove Trump viene ritenuto, dalla sua responsabile dell’Ufficio della Fede della Casa Bianca, paragonabile a Gesù, sommo questo alle immagini dove un Capo di Stato si fa filmare e fotografare afflitto, ma senza croce, attorniato dai suoi uomini come in un dipinto dell’Ultima Cena e vedo, sempre la responsabile dell’Ufficio della Fede esaltare i suoi “fedeli” in abitino giallo….Penso che il giallo non sia un colore adatto per chi in quella Fede ci ha perso la vita promuovendo la fratellanza, l’uguaglianza. Dove sono finiti i marroni, i grigi o i bianchi dei preti? Quelle “uniformi” che uniformavano ai colori della Terra, dell’Humus comune, dell’umiltà? Nella casa dove il “bianco” aveva avuto un senso ora troviamo cravatte rosse, scarpe oversize, cappelli per non far vedere gli occhi, abiti gialli per professare la “fede” da un’ape regina che riporta parole con il presunto fine di ricordare l’unica fede “legittimata per difenderla da un potenziale nemico”. Il mondo è sempre più o di quà o di là. O pro o contro, dimenticando che tra noi e l’altro c’è sempre uno spazio di margine ed è l’unico dove si possono costruire i ponti.Allora rifletto e guardo questo saggio sul Nazismo di Emilio Tadini degli anni 60, un piccolo quadro, un’immagine criptica e scopro qualcosa che ci riguarda da vicino. In quella tela Tadini voleva esprimere una riflessione su cosa sia una dittatura fino alla sua espressione più crudele come è stato il Nazismo. Chiaramente Tadini aveva vissuto sulla sua pelle quel periodo storico, era sopravvissuto alle bombe. Ebbene, quel personaggio che sembra avere un amplesso con un essere mostruoso ci riconduce alla figura di Hermes (notate il cappellino? Ma anche il becco ha un suo nesso ancor più antico di comunicazione con il divino). Questa divinità è il messaggero degli Dei. La sua figura mitologica è associata al possesso di un iper-fallo. Dunque capisco che, in quel dipinto, le cose non stanno come appaiono: non c’è nessun altro all’infuori di lui.Ergo colui che si proclama messaggero degli dei è quello che si procura piacere da solo: ciò che sembra l’altro è invece una protesi, è il congegno che a lui serve per provare un piacere narcisistico, perverso.Forse proprio per questo la dottrina della Chiesa, insegnava che l’autoerotismo fa diventare ciechi: gli altri possono diventare anche inesistenti. Il tutto mentre gli altri credono di poter contare qualcosa perchè si sentono parte di un “tutto risoluto, punitivo verso i cattivi e per giunta espressione del divino”. Il prezzo di quella apparente sicurezza collettiva porta all’assenza della possibilità di creare, di vita.Vivere nella relazione è la cosa più difficile. Noi siamo figli di Caino che uccise suo fratello Abele. Ricordare cosa ci siamo raccontati nella storia dell’Umanità per gestire il male è obbligatorio. Non dobbiamo conservarne memoria (a quella ormai ci pensa l’AI), ma ri-cordo: tornarci con il sentimento.