La città del male

La città del male
 
I binari sono ancora là
collegati al mondo.
 
Un convoglio contro voglio
una frenata
una sirena
un urlo
un pianto
un tonfo
una fucilata
un biglietto andata senza ritorno
 
Uomini maiali
da non buttar via niente.
 
Generazioni in fumo.
 
E tu perché mi parli?
Non servono parole ai morti
specie quando sono vivi.
 
L’amore
è un pezzo di patata
mangiata di nascosto.
 
Quel male che non è odio
è sale su ferite inferte e infette.
 
Contagia.
 
Continuano a costruire case quaggiù
cambiano i nomi delle vie,
ma ci abitano sempre le stesse persone.
 
Se l’amore ha un volto
il male ha sempre e solo un nome
perché vive del corpo dell’altro.
 
Ci sono ancora treni che viaggiano per il mondo
e ci sono ancora città del male
in nome di un bene.
 
“Ti ho amato tanto” mi disse salutandomi
alla fermata del treno.
Peccato che io non so più chi sono:
non so se chiamarmi uomo.
 
Melina Scalise

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