Assestati di vino

Poesia scritta in commemorazione delle vittime di Piazza Fontana a Milano

ASSETATI DI VINO
 
Non eri pronto. Eri solo nel posto giusto al momento sbagliato. Eri solo un uomo.
C’erano anni di guerra alle spalle e un mondo nuovo da costruire insieme.
C’era un sorriso che ti aspettava per cena e avevi qualcosa in più, oltre te stesso.
 
Qualcuno però alla bellezza delle idee 
scelse il sangue per cambiare il mondo.
Eppure eravate stati saziati dalla stessa madre. 

Italiani e diversi.

Mascherati adeguati al sistema o contro il sistema per il sempreverde sistema che sistemi.
 
Un male oscuro ha divorato tuo fratello, utopico quanto reale.
Quel male aveva un solo corpo: il tuo. Merce per una manciata di idee.

Corpi come discorsi, come proiettili per terra e per aria. Corpi all’asta.  Corporazioni e basta.
 
E’ forse Caino ad aver bussato alla tua porta? Toc toc? Quale sarà la prossima porta?
E’ forse quella del terrore del senza sapere? 
Della ragione che cerca la causa e non la trova?
Della fame di giustizia? 
Quella che logora perché non si ha mai pane?
 
Quando sei tornato a casa quella sera tutti i sorrisi erano spenti. Avevano acceso tutte le luci per cercati. Tuo fratello aveva preso il tuo corpo e bevuto il tuo sangue.
 
Nel tuo copione non erano previste rinascite.
Lo vedi quel palo lontano coi fili dell’alta tensione? Quella non è la croce.
C’è un groviglio di fili ed è rimasta solo una candela. La tua la prendiamo noi. 
 
Cercheremo memorie da coltivare e frutti da fermentare, fili da tendere per appendere panni al sole,
giardini in cui deliziarci, ma resteremo sempre assetati di vino aspettando baci bugiardi da cui difenderci.

Melina Scalise
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ph Claudio Manenti, Melina Scalise e Agnese Coppola alla presentazione della mostra 17 Graffi, idea e progetto di Stefano Porfirio, cura della sezione poetica Agnese Coppola.