Fiaba della notte: il cappello e il calzino

C’era un volta un cappello che non voleva mai stare zitto. Litigava sempre con il calzino.

“Tu non capisci proprio un bel niente! – diceva il cappello guardando il calzino dall’alto in basso – Credi di essere intelligente solo perchè copri i piedi del mio padrone, ma senza la testa, senza di me che copro quella sua bellissima testa, dove vuoi che vada quell’uomo che tu tanto odori!”.

Il calzino, per niente infastidito rispondeva . “Ehi tu! Da lassù! Mi senti?! Non far finta di non sentire testone che non sei altro. Non far prediche perchè tanto io so bene quanto conta su di me il mio padrone. Non passa giorno che io non lo porti a spasso, non passa giorno che non se la spassi con me, invece tu non fai altro che fargli venire mal di testa! Più fai lavorare i piedi più dai polvere a chi ti segue”.

“Caro mio – replicò il cappello – io riparo la testa dal sole, dal vento, dalla pioggia e anche dalla polvere. Io posso aiutare il mio padrone anche a nascondersi. Posso offrirgli persino la possibilità del trucco e dell’inganno. Tu invece te ne stai chiuso dentro una scarpa e non sai niente del mondo”.

“Sbagli mio caro – rispose il calzino – io conosco ogni scalino, ogni callo, ogni vescica. Per ogni goccia di sudore della fronte su cui ti siedi comodo e spavaldo, ci sono ben più gravi conseguenze quaggiù a cui io devo rimediare asciugandone il sudore della fatica. Ma che ne sai tu anche solo delle meraviglie dell’amore…”.

“Adesso non esagerare – si indignò il cappello – non è certo con i calzini che il mio padrone seduce e affascina le sue donne..vuoi mettere…”.

“Invece sì – incalzò, ovviamente e inevitabilmente il calzino – come la mettiamo con il piacere dell’attesa che suscita lo sfilare di una calza. Tu al massimo puoi sollevarti per un saluto!!”.

Proprio in quel momento arrivò all’improvviso un acquazzone e il loro padrone, ignaro del litigio in corso, non esitò un attimo a correre dentro casa calcandosi il cappello sulla testa.

“Vedi – sottolineò bello asciutto il calzino al cappello infradiciato – cosa ha fatto il padrone? Ti ha calcato sulla testa. Ti ha quindi trattato come un piede, come un calcagno che se ne sta bello appoggiato, come la calce, come un pilastro, a terra. Puoi parlare quanto vuoi, ma se arriva una folata di vento, mio caro, un imprevisto qualsiasi, tu te ne voli con tutte le tue strane e presuntuose idee. Io me ne sto qua. Cosa credi, anch’io ho le mie santità e chi mi ama, mi segue”.

di Melina Scalise ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore

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