Favola della notte: il cane randagio

C’era una volta, una fotografia che raffigurava una giovane donna con un cagnolino sulle ginocchia. La donna aveva la testa inclinata ad osservare il cane e un ciocca di capelli le cadeva coprendole il viso.

L’immagine si trovava appesa in una stanza d’albergo vicino alla finestra e suscitava una certa attenzione e tenerezza.

Un giorno arrivò nella stanza una donna. Era arrivata in quella città perchè stava cercando una casa che frequentava quand’era bambina. Anche lei rimase a lungo ad osservare quella fotografia in cui intravvedeva la casa che stava cercando.

L’indomani chiese informazioni al padrone dell’albergo sull’immagine e scopri che era un regalo di una fotografa del luogo, ma di cui non aveva indirizzo.

La donna allora uscì in cerca della casa, ma senza risultato. Un cane la seguì per tutto il giorno, era senza collare e forse era randagio. Per liberarsene gli diede del cibo e scappò dentro l’hotel.

La notte il cane abbaiò e ululò sotto l’albergo da svegliare molti degli ospiti. La donna, incredula, scese in strada. Il cane scodinzolò e la invitò a seguirlo. La portò dritta nella casa che stava cercando. Era notte, ma per fortuna c’era una luna piena e riuscì a riconoscerla. Nonostante l’ora tarda qualcuno era sveglio. C’era una luce e qualcuno era alla finestra. Quando vide il cane fu felice di andargli incontro e a sorpresa scoprì che non era solo. Con lui c’era una donna.

In quel momento, qualcuno bussò alla porta della camera d’albergo e la donna si rese conto di aver fatto un sogno.

Quando aprì la porta c’erano il cane e una donna. Non sei cambiata molto – le disse – ti stavo aspettando”.

“Non sei me che stai aspettando” – le rispose -. Aprì la valigia ed estrasse una foto identica a quella appesa nella stanza.

Quando la donna si svegliò nella realtà scoppiò in lacrime: capì che il tempo non sarebbe mai più tornato, ma che ognuno può ritrovare se stesso anche sentendosi come un cane randagio”.

di Melina Scalise ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore

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