Fiaba della notte: la finestra

C’era una volta, una finestra che si affacciava su un cortile. Non era la finestra di una casa, ma di un pianerottolo. Era al primo piano di un edificio di sette. Tutti gli inquilini sbirciavano dal quella finestra prima di uscire dal portone. C’è chi lo faceva per osservare il tempo, chi per vedere se c’era qualcuno in cortile, chi per capire se era arrivato il postino.

Quella era la finestra più importante della casa.

L’unico del palazzo a correre sempre precipitosamente verso l’uscita senza nemmeno lanciarle uno sguardo era Marco, il bambino del settimo piano.

Al contrario Irene, la figlia della portiera, che abitava a piano terra, vi si affacciava spesso e anche prima di uscire, spesso saliva una rampa di scale pur di affacciarsi prima di varcare il portone.

Un giorno fece un sogno. La finestra gli raccontò che Marco, il bambino del settimo piano, era andato a caccia di farfalle nel cortile ed era stato tirato per un orecchio dall’anziano del secondo piano. Allora arrivò un elefante che lo tirò con la proboscide sopra la sua schiena e lo posò sopra il suo davanzale.

Al risveglio Irene raccontò il sogno alla sua mamma che le rivelò di aver saputo che la figlia dell’anziano signore del secondo piano volò in cielo quando era piccola e che da allora lui aveva sviluppato una passione per le farfalle perchè piacevano tanto alla sua bambina.

Irene allora andò a trovare il signore del secondo piano e gli regalò una lente di ingrandimento per poter osservare meglio le farfalle.

La finestra tornò in sogno a Irene qualche giorno dopo. Le raccontò che la signora del palazzo di fronte, Maria, era sempre triste e sola. Un giorno, sulla sua finestra si posò il merlo a cui Luigi, il vicino, dava sempre da mangiare. Ma sul più bello ecco che la mamma di Irene la svegliò per andare a scuola e il sogno si interruppe.

Irene, memore delle strane coincidenze del sogno precedente, pensò di regalare a Maria dei semi da dare al merlo. Da quel dì tra Maria e Luigi nacque un’amicizia.

La finestra per lei diventava sempre più preziosa e un giorno, vedendo Marco lo chiamò e gli chiese di farle compagnia a guardare dalla finestra. Marco le rispose che era più bello stare in cortile e che non voleva perdere tempo, ma Irene replicò: “Non capisci, il cortile non ti racconta tante storie come la finestra, lì giochiamo solo noi due”.

Marco non capì cosa si stava perdendo. Irene aveva imparato a osservare il mondo alla giusta distanza per immaginarlo e trasformarlo e diventò una fata. Lo comprese un giorno in cui Marco aveva perso una moneta che le aveva regalato il nonno e Irene, bussò alla porta di casa sua e gliela riportò.

Fu così che da quel dì Marco e Irene spesso trascorrevano del tempo alla finestra. Si sentivano come un re e una regina del regno del cortile e non immaginate quanti regali riuscirono a fare e quanti a riceverne.

di Melina Scalise ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore.

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