Favola della notte: la casa di sassi

C’era una volta, un prima e un dopo, il giorno e la notte, il caldo e il freddo, l’amore e l’odio, il buono e il cattivo e così via.

Quando però cadde la pietra dalla montagna, questa si spezzò in tre parti.

Poi caddero i frutti e molti di questi si ammaccarono.

Poi piovve e tutte le cose asciutte, compresi quasi tutti gli animali, si bagnarono, tranne l’uomo.

Lui aveva trovato un riparo e lì aspettò la fine della tempesta.

Quando tornò il sole tutti gli animali tornarono alla loro vita di sempre, ma l’uomo esitò.

“Il giorno e la notte, il sole e la pioggia, il freddo e il caldo …- pensò – ma le pietre non sempre si dividono in due, i frutti nemmeno. Esiste una zona intermedia possibile. Questo spazio non lo conosco e mi fa paura”.

“E’ la nebbia” – gli disse il merlo. “E’ lo stagno” – gli disse la rana. “E’ la palude” – gli disse l’airone.

Allora l’uomo si sentì rassicurato: la vita c’era anche là, là dove osavano stare anche le grandi balene.

Così si fece coraggio e uscì dal suo rifugio, ma non a mani vuote: scelse da terra una piccola pietra e da quel giorno la portò con sè.

Diventò il suo modo per ricordarsi delle piccole cose, perchè sono le più indistruttibili, quelle dove il bene e il male, la tristezza e l’allegria, la paura e il coraggio possono state insieme.

E venne il giorno in cui l’uomo si costruì una casa fatta di piccoli sassi e gli alberi furono scelti per accompagnarle offrendo loro la musica del vento, la bellezza delle stagioni e lo straordinario potere del tempo.

di Melina Scalise, ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore

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