Fiaba della notte: il granello di sale

C’era una volta, una torta di panna montata, era vicina e golosa e non l’avevo mai provata. Mi sarei tuffato a sguazzarci come un biscotto in un bicchiere di cioccolata e come un granello di zucchero l’avrei esaltata.

Mi dissero che era sbagliato cercar di andar contro natura: ero un granello di sale e a me toccava stare su un arrosto di maiale. Mi spolverarono sopra e mi abbandonai al mio destino, mentre a tavola mi proponevano nel piatto di Lino.

Quando arrivai nel suo apparato digerente scoprii quanto Lino fosse sofferente. Teneva represso tutto il suo dolore per non stare vicino al suo grande amore. Pensai così quanto fosse utile alzargli la pressione dando un pò di tono a chi non doveva darsi all’abbandono. Poi sapevo già che sarebbe arrivata quella torta di panna montata e pure lei non sarebbe bastata: la dolcezza ingoiata non toglie l’amarezza, ma ti da solo un pò d’ebbrezza.

Ordunque, sale in zucca! Ecco cosa ci vuole per superare anche la storia più brutta. Mi sentivo ormai guerriero giunto a cavallo del mio arrosto di maiale, pronto a bussare di casa in casa a suscitar l’ardire e ad invitare a fare.

Il mattino seguente Lino era rinvigorito e non poteva sapere cosa aveva digerito! In pochi granelli è nascosta l’energia che passa dal corpo per arrivare alla mente. Tutto il resto non ti fa niente. Se ti fa male questa distanza, pazienta! E’ con questa che il mondo avanza, te lo dico io dal mio viaggio cellulare perchè a te tutto può sembrare uguale: ti sembro zucchero e invece sono sale e lo scopri solo se osi assaggiare. Quindi non importa ciò che vedi, ma ciò che provi nel cuore e non è un caso che si dica che lì batta l’amore.

Sarà un futuro di zucchero e acqua cristallina e grazie alla distanza nascerà una bambina, inutile dire che io sarò sempre sale per la tua cucina.