Fiaba della notte: le posate preziose

C’era una volta, Cucchiaio che adorava colmarsi di ogni bontà. Era ghiotto, bello tondo e fondo e quando vedeva un piatto pieno vi si affondava senza pietà.

Forchetta e Coltello erano disperati. “Come faremo mai a svolgere il nostro lavoro?” Chiedeva Forchetta a Coltello. “Che devo dire io, mia cara – faceva notare Coltello – che se non avessi te e il tuo aiuto potrei essere solo un ferro da macellaio? “.

Maria un giorno aveva preparato una bella bistecca. “Dai! – esultò Coltello – Dai che ce la facciamo questa volta!”. Coltello si alzò insieme Forchetta e non appena ebbero finito di tagliare la bistecca si sentì una voce .”Amore?Vieni qui piccolo della mamma che ti ho tagliato la bistecchina così puoi mangiarla con il cucchiaio da solo”.

Forchetta e Coltello avevano capito che il problema non era loro, ma del padrone. Dovevano cambiarlo.

Così lasciarono il cassetto di donna Paola e siccome Forchetta, Coltello e Cucchiaio erano stati creati insieme da mastro Alfredo come eleganti posate per tavole importanti, decisero che sarebbe stato meglio non separarsi per non perdere il loro valore.

Capitarono così nel cassetto di Giovanni che quando li vide decise che erano perfette per lui. Era un ragazzo giovane e atletico. Forchetta e Coltello lavoravano allo sfinimento: tagliate, pesce e insalate e poi bresaole, broccoli e mele. Il povero Cucchiaio si sentiva inutile, nemmeno lo zucchero gli era concesso, specie quando arrivava Linda, che era sempre a dieta, e se Giovanni osava anche solo un budino era una lite furibonda.

Cucchiaio allora capì che, questa volta, doveva scendere a patti con Forchetta e Coltello. Erano tutti e tre indispensabili l’uno a all’altro, ma nessuno doveva prevaricare, affinché potessero esprimersi al meglio ed essere felici.

Fu così che cambiarono padrone. Finirono nel cassetto di Giovanna che aveva tre figli piccoli e pochi soldi. Non riusciva a dare loro forchette personalizzate e, sebbene loro fossero posate di alta fattura artigianale, si mischiarono con quelle comperate alla bancarella del mercato.

Da lì a pochi giorni, Cucchiaio, Forchetta e Coltello erano le posate più contese della famiglia e a turno lavoravano di buona lena. Erano finalmente felici. Sfamarono tre giovani belli e forti. Quando ormai ognuno di loro andò a vivere da solo Giovanna le conservò in un tovagliolo ricamato. Ogni Natale, quando la famiglia si riuniva, venivano tirate fuori come ori preziosi a ricordar le fatiche passate ed affrontare le grandi mangiate.

Passarono gli anni e un giorno un piccolo trovò Cucchiaio, Forchetta e Coltello chiusi in una scatola di legno in soffitta. La mamma subito accorse temendo potesse farsi male, ma vi trovò un biglietto di Giovanna:

” Nessun è ricco senza un povero, ma tutti sono ricchi con i poveri”.

Di Melina Scalise vietata ogni riproduzione senza citare l’autore


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