Fiaba della notte: la mela

C’era una volta, una mela a cui avevano raccontato la storia di Adamo ed Eva. Non ci dormiva la notte, perchè non le piaceva affatto di sapere che stava su un albero insieme a una serpe di cui aveva paura. Il bruco era andato a trovarla e l’aveva rincuorata perchè non l’aveva mai vista. Tuttavia avrebbe fatto volentieri a meno di sapere questa storia.

Quando andava a trovarla il gufo si distraeva riempiva di orgoglio fino ad arrossire perchè le ricordava che era nata da un’albero importante, l’albero della conoscenza, che non era esattamente il suo, ma quello di un suo antenato che aveva conosciuto il Paradiso Terrestre.

Un giorno di sole la mela cadde dell’albero e finì in testa a un bimbo che si spaventò. La colse il padre che sorridente raccontò al figlio che proprio una mela caduta dall’albero fu d’ispirazione a Newton, importante scienziato, per scoprire la forza di gravità. Così mentre il bambino seguiva incuriosito i racconti del padre, la mela altrettanto imparava e si sentiva sempre più importante per la storia dell’Umanità.

Ma nel pieno di questa euforia ecco che al papà giocherellone venne in mente di colpirla ispirandosi a Gugliemo Tell. La mela cominciò a tremare: “Ma cosa gli saltava in mente! A lei, alla mela!! Colpirla!”. Una cornacchia le venne in soccorso e la informò: “Tranquilla Guglielmo Tell infilzò la mela con una freccia sulla testa del figlio per liberarsi dalla prigionia e non è certo questo che ti accadrà, ma solo un sassolino sulla mano del bimbo ti colpirà!”.

Così rincuorata pensò al coraggio della sua antenata e accolse la sfida a testa alta. Boom! Colpita! Che bello essere nata mela pensò. Ma appena cadde la raccolse Eris, la dea della discordia, che era furente perchè non era stata invitata alle nozze di Peleo e Teti. Così la lanciò violentemente sul tavolo della festa per darla in dono alla più bella. La povera mela passava di mano in mano: “E’ mia, no è mia! Sono io la più bella!” tutte le dee gridavano e litigarono così tanto da scatenare la guerra di Troia!

La mela, pomo della discordia, riuscì a fuggire dalle ire delle dee e alla guerra, ma quando finalmente pensava di poter tirare un respiro di sollievo ecco che la colse una strega cattiva che la avvelenò. La strega voleva darla da mangiare a Biancaneve, per portar morte anzicchè benessere ed essere dolore anzicchè un allegro spuntino rosso di colore.

Ma mentre era triste nella cesta, pronta per essere mangiata, arrivò un maiale ad annusarla e disse: ” Cerca di esser felice! Potevi finire arrosto nella mia bocca salata e invece pensa a come dare una morte apparente a questa bella fanciulla senza finir nel suo ventre, solo così sfuggirà alla strega e incontrerà il suo principe con cui vivrà per sempre”.

La mela allora trovò uno stratagemma, sfoggiò il suo rossore più bello e quando Biancaneve l’addentò riuscì ad attaccarsi ai suoi denti con tale tenacia che quando cadde dalle sue labbra per darle il risveglio fu fiera persino di essere rimasta della gran mela solo un piccolo pezzetto.

Mentre si guardava così ridotta e stanca le si avvicinò una pera polposa e succulenta che era appena tornata da una vacanza e le disse. “Oh! Povera mela! Questo è il prezzo della conoscenza!”. E la lasciò seccare andandosene abbracciata ad un’esotica banana.