Favola della notte: la gocciolina d'acqua

C’era una volta, una goccia d’acqua che scivolava lungo una foglia di fico.

Quando giunse al frutto questo le disse: “Io sono maturo, tra poco cadrò non ho bisogno della tua acqua, ma di un uccellino che possa mangiami così sarei felice”. E un uccellino arrivò.

La gocciolina d’acqua rimase tremolante sul bordo della foglia ed arrivò un’ape che vi si specchio: “Gocciolina, io non ho bisogno di vedere chi sono, mi basta il nettare di un fiore”. E l’ape volò.

Il sole era ormai alto e la gocciolina diventava sempre più piccola, quando una folata di vento la fece cadere sul ramo sottostante. Lì c’era una lucertola: “Io non ho bisogno di acqua! Sono qui per il sole!”. La lucertola si scrollò e la gocciolina scivolò su un sasso vicino al ruscello che lambiva l’albero di fico.

Sempre più piccola e triste la gocciolina d’acqua cominciava a chiedersi cosa ci stesse a fare al mondo, quando un pesciolino fece un salto nell’acqua e sul sasso arrivarono altre goccioline d’acqua.

“Ciao! Come ti chiami?” – le chiesero. La gocciolina era impreparata nessuno le aveva dato un nome. “Arrivo dalla notte e voi chi siete?” “Noi arriviamo dal ruscello risposero” e l’accolsero a braccia aperte tanto che l’una non si distingueva più dall’altra. Così pesanti scivolarono fino alla riva e il sole non le prosciugò. Giunsero fino al ruscello e proseguirono insieme il viaggio verso il mare.

La gocciolina non conobbe mai l’importanza di un nome, ma aveva trovato l’importanza di essere.

di Melina Scalise vietata ogni riproduzione senza citarne l’autore