Favola della notte: il sentimento

C’era una volta un luogo dove il tempo era al contrario. Non si compivano gli anni da 1 in sù, ma si stabiliva, ogni anno, un’età augurale. Insomma si nasceva per lo più centenari e poi si contava a scalare..99, 98, 97 Non si nasceva nel 2020, o nel 2021, ma ognuno di questi anni era l’anno dei 90, dei 100, degli 80, etc..Ma chi stabiliva da quanti anni partire o finire?

Era il più vecchio e saggio del villaggio, era lui il donatore del tempo. Ogni stagione, ogni anno, aveva un’annata come il vino. L’annata era più o meno lunga: se era stato un anno difficile ci voleva più tempo per fare, se era stato un anno facile meno. Perchè il valore della vita non era dato dal tempo, ma dal numero di cose realizzate, di sogni soddisfatti.

Così ogni nuovo nato si portava il suo tempo: non era il futuro, ma il passato. Se c’erano desideri irrealizzati voleva dire che erano già stati soddisfatti da altri nati prima di lui e non se ne doleva. La vita non era mai interrotta prematuramente perchè tutti avevano già vissuto almeno 80 anni e se si moriva prima, non c’era dolore perchè il loro tempo mancato veniva dato ad altri. Coloro che vivevano oltre l’età augurale venivano festeggiati con una grande cerimonia in tutto il villaggio perchè quello era tempo regalato, era un premio per tutti ed era il tempo dei saggi, dei donatori del tempo.

Tutti vivevano felici perchè non c’erano veramente vecchi, nè veramente bambini.

Un giorno però accadde qualcosa di straordinario perchè il più vecchio del villaggio ricevette la visita di un bambino di 77 anni che voleva assolutamente sapere come faceva ad essere lui il più vecchio e saggio del villaggio. “Se hai del tempo regalato, come faccio a sapere se sei comunque il più vecchio?” L’anziano che aveva visto diverso tempo regalato ad altri prima di lui capì che era arrivato il tempo di cambiare. Non era più tempo di donare, ma solo da calcolare. Qualcosa si era interrotto nello scorrere del tempo, l’uomo aveva anteposto il tempo al sentimento.

Fu così che iniziò il nostro tempo.

di Melina Scalise, ogni riproduzione è vietata senza citare l’autore.